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05/09/2017 | 10:42

Prosegue la querelle sul caso-Malaguti. Dopo la risposta della famiglia emiliana, il giovane imprenditore salentino Luca Santo decide di replicare: 'il marchio per le categorie ciclomotori e motocicli è caduto in disuso e l'ho registrato a mio nome'.


Uno scooter Malaguti da corsa


Dall'Italia. Non demorde, anzi rilancia con maggiore entusiasmo il suo progetto imprenditoriale. Luca Santo, 23enne di Campi Salentina, la scorsa settimana ci aveva raccontato il suo sogno: riportare sul mercato degli scooter e delle moto il prestigioso marchio ‘Malaguti’, caduto in disuso e che lui ha ri-registrato a suo nome, pronto a prendere parte in un settore sempre più spietato.
 
Il fascino del nome, la tradizione italiana, ma soprattutto una nuova fase di idee sarebbero – secondo Santo – la marcia in più per l’ambizioso progetto. Per filo e per segno il salentino ci aveva spiegato come rilanciare il marchio ‘Malaguti’ partendo da un prototipo asiatico per poi, passo dopo passo, puntare a crescere sempre di più.
 
È di ieri però la risposta giunta alla nostra Redazione da parte del Consiglio di Amministrazione di ‘Malaguti Srl’, firmata Antonino e Marco Malaguti, in cui l’impresa emiliana sconfessa l’iniziativa del 23enne, minacciando di passare alla carte bollate. “Siamo vivi e vegeti – sottolineano da Malaguti – nessuno quindi deve farci risorgere. Il marchio appartiene a noi e l’iniziativa economica di Luca Santo non ha fatto altro che spiazzare noi e i nostri mille punti vendita dislocati sul territorio nazionale e internazionale”.
 
Luca Santo, però, non ha nessuna intenzione di passare per mitomane e, in esclusiva sulla nostra testata, ha deciso di replicare alla nota giunta da San Lazzaro di Savena. “In risposta alla famiglia Malaguti, proprietari della azienda Malaguti Srl, società che ormai da più di sei anni opera solo nel settore ciclistico e nella ricambistica vorrei comunicare che l'articolo 24 della legge sulla proprieta industriale prevede la decadenza totale (o parziale) del marchio se quensto non viene utilizzato per 5 anni per le categorie per cui è registrato. La Corte di cassazione, sez, I Civile, con la sentenza n7970 del 28 marzo 2017 sancisce che solo l'effettivo uso evita la decadenza”, sottolinea il giovane di Campi Salentina.
 
“Io non ho mai dichiarato la morte della società bensi la cessazzione dell'attivà produttiva riguardante i prodotti della Classe di Nizza 12 nelle categoria ciclomotori e motocicli. Notizia data nel 2011 anche dal servizio pubblico su Rai 1. Aggiungo che avrei voluto contattare la famiglia Malaguti per avere una collaborazione ma visti i modi che hanno avuto verso i miei confronti credo che questa speranza sia ormai vana, ma non demordo”.
 
Insomma, non una "rinascita" della Malaguti ma una decadenza del marchio di cui adesso Luca Santo dichiara di possederne i diritti di deposito per quanto riguarda ciclomotori e motocicli.
 
Una storia che intreccia imprenditoria a proprietà industriale, una storia che, siamo certi, non finirà qui.




Autore: A cura della Redazione

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