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21/04/2017 | 19:52

La rapina si verific˛ il 14 gennaio 2016. La collaborazione tra i carabinieri di Novara e Lecce ha permesso di risalire a Giampiero Russo e Angelo Caci, coinvolti anche nell'inchiesta sull'agguato a Gianni Calignano, avvenuto il 16 maggio 2016.


Il giudice ha condannato gli imputati


Dall'Italia. Una rapina a Novara, a cui parteciparono anche i due indagati coinvolti nell'inchiesta sull'agguato a Gianni Calignano, avvenuto nel centro di Nardò. Il giudice del Comune piemontese ha condannato Emanuele Dell’Anna, 23enne di Nardò a 3 anni e 4 mesi; Giampiero Russo, 27 anni di Nardò e Angelo Caci, 48enne di origini siciliane a 3 anni e 2 mesi. Rispondevano dei reati di rapina aggravata e sequestro persona.  Sono assistiti dagli avvocati David Dell'Atti, Stefano Pati e Tommaso Valente.
  
Una storia degna della trama di un film quella andata in scena oltre un anno fa a Novara e che ha portato all’arresto dei tre malviventi. Era il 14 gennaio 2016, quando due individui con il volto coperto da una parrucca hanno fatto irruzione all’interno di una ditta che opera nel settore della fornitura di caffè e del noleggio di slot machine. Era presente anche un “cliente” che aveva appena ricevuto un prestito di duemila euro, da decurtare dai proventi delle macchinette installate in un bar di sua proprietà.
  
Una volta entrati nello studio, i due complici hanno legato le ‘vittime’ alle sedie con del lastro adesivo e si sono impossessati dei contanti, dopo aver ‘costretto’ il titolare ad aprire una delle due casseforti. Prima di scappar via, i rapinatori hanno prelevato una batteria del sistema di videosorveglianza nell’errata convinzione che si trattasse dell’hard disk contenente i filmati. È stato un errore fatale: le immagini, ovviamente acquisite dai carabinieri, hanno permesso di incastrare “mente e mani” del colpo. Caci, una delle due “vittime” della rapina, era in realtà l’organizzatore del piano. Si è scoperto, infatti, che il “prestito” era solo una scusa per introdursi, senza destare sospetti, nell’ufficio del titolare della ditta. 
  
La collaborazione tra i carabinieri di Novara e Lecce ha permesso di portare alla luce altri importanti elementi investigativi. Giampiero Russo e Angelo Caci sono coinvolti nell'agguato a Gianni Calignano,  avvenuto il 16 maggio 2016. Le indagini chiarirono che il fatto di sangue era scaturito dal tentativo di estorsione posto in essere in danno di un imprenditore del luogo che si rivolse a Calignano  per cercare una mediazione. Dall’analisi del traffico telefonico intercorso sulle utenze in uso a Russo, Caci e Dell’Anna e dalla testimonianza decisiva dell’unica vera vittima che ha riconosciuto i tre, è stato chiuso il cerchio. 
 
Giampiero Russo risponde di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; Angelo Caci e Francesco Russo (padre di Giampiero) anche di tentato omicidio.

 




Autore: Angelo Centonze

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