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05/07/2017 | 14:23

Il Consiglio Federale ha accolto la richiesta della Lega Nazionale Dilettanti: dalla stagione sportiva 2017/2018, i calciatori dei Campionati dilettantistici indosseranno una maglia recante sempre lo stesso numero senza personalizzazione.


Numeri di maglia non progressivi e senza personalizzazione anche nei campionati dilettantistici


Dall'Italia. C'era una volta il calcio. Il calcio fatto di campi di periferia in terra battuta, irrigato da sudore e arato dalla fatica di ventidue onesti lavoratori del pallone. Il calcio di Mario Russo e di Mimmo Renna per intenderci. Quel calcio animato solo da passione ed entusiasmo, dove non c'erano telecamere collocate in ogni angolo strategico del campo a riprendere le evoluzioni dei moderni giocolieri del pallone.
  
Di quel calcio epico e pioneristico, sacrificato sull'altare della spettacolarizzazione e del business ad ogni costo, è rimasto ben poco. Dopo che anche la Lega Pro ha ceduto al fascino della televisione e del marketing, erano rimasti solo i campionati dilettantistici quale ultimo baluardo a difesa di quel calcio di un'epoca antica e dal fascino ancora intatto. Sì, erano... perché dalla prossima stagione sportiva anche per i calciatori dilettanti, comprese le formazioni juniores, "è consentito indossare - si legge nel comunicato ufficiale della Lnd - una maglia recante sempre lo stesso numero, non necessariamente progressivo, senza personalizzazione con il cognome del calciatore/calciatrice che la indossa".
  
È ciò che ha stabilito il Consiglio Federale nella riunione dello scorso 26 giugno accogliendo l'istanza della Lega Nazionale Dilettanti in deroga all'articolo 72 delle Norme Organizzative Interne della FIGC
che prevede la numerazione progressiva delle maglie. Sicuramente questo non esclude la possibilità di scendere in campo con la tradizionale numerazione da 1 a 18, ma di certo molti calciatori dilettanti daranno libero spazio allo spirito di emulazione dei più famosi campioni di Serie A, scegliendo i numeri più variegati e fantasiosi.
  
C’era una volta il calcio. Un calcio fatto di sogni aggrappati a un pallone che rotolava nel fango. Un altro calcio, ma questa volta un calcio dato alla tradizione e forse anche al buonsenso. Non potrà più stupirci se tra qualche tempo, invece di andare allo stadio, vedremo le partite di Nardò, Casarano e Galatina su SkySport…




Autore: Massimo Alligri

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